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IFRIC 23: cosa cambia per l’informativa contabile e per i fiscalisti

Dal 2019 occorrerà applicare l’IFRIC 23 nell’informativa di bilancio relativa alle imposte correnti e differite.

L’IFRIC 23 riguarda i cc.dd. uncertain tax treatment, ossia le ipotesi in cui è dubbio che l’autorità fiscale competente condivida la soluzione adottata ai fini della determinazione del regime relativo a una determinata vicenda economica.

Il documento interpretativo obbliga a ipotizzare che l’autorità fiscale competente prenderà in esame la questione disponendo di tutte le informazioni necessarie.

Se, su queste basi, si perviene alla conclusione che vi è più del 50% di probabilità che l’amministrazione non condivider la soluzione adottata, le imposte correnti e/o differite dovranno riflettere tale previsione sulla base di due metodi alternativi: quello del valore più probabile (most likely amount) o quello della sommatoria dei valori possibili ponderati per il relativo coefficiente di probabilità (expected value).

È importante precisare che tale disciplina non riguarda la fiscalità in generale, ma solo quella relativa all’i.re.s. (e relative addizionali) e all’i.r.a.p..

Astrattamente, questo principio non si riflette sulla determinazione dell’imponibile e riguarda solo il bilancio. In concreto, tuttavia, sarà molto difficile tenere i due piani fra loro separati.

Basti pensare che la differenza fra imposte correnti esposte in bilancio e imposte correnti e/o differite effettive (accertabile mediante l’invio di un semplice questionario) costituirà, per l’amministrazione finanziaria, un invito esplicito a compiere un’attività di controllo.

Senza considerare, poi, che per le imprese di grandi dimensioni ciò che rileva non è l’imposta dovuta o pagata, ma l’imposta esposta in bilancio.

Dal punto di vista dell’attività propria del fiscalista, l’avvento dell’IFRIC 23 avrà comunque altre conseguenze di rilievo.

È verosimile che, anche ai meri fini della redazione del bilancio d’esercizio, aumenti l’esigenza di acquisire pareri o di proporre istanze di interpello.

Probabilmente diminuirà il contenzioso relativo alle questioni meramente interpretative.

Inoltre, dovrà essere acquisita una competenza finora sconosciuta o scarsissimamente praticata quale sarebbe quella – da impiegarsi specialmente per la stima dell’expected value – di stimare la probabilità associata a ciascuna interpretazione possibile. Il che renderà probabilmente molto più intenso e oneroso il coinvolgimento dei fiscalisti nella fase di predisposizione del bilancio.

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